
Bogotà, 27/10/08:
Oscar Lizcano, politico conservatore colombiano di 58 anni da otto nelle mani delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia (Farc), è stato liberato domenica mattina. Pare che sia in precarie condizioni di salute.
Era stato sequestrato il 5 agosto del 2000 nel dipartimento di Caldas, a duecentocinquanta chilometri da Bogotà. Dallo scorso novembre non si avevano più sue notizie anche se si sapeva che le sue condizioni non erano buone.
La liberazione è avvenuta intorno alle otto della mattina di domenica, vicino alla città di San Josè del Palmar, distretto del Chocò.
Lizcano è fuggito insieme al suo carceriere di 28 anni, “Isaza”, che aveva organizzato la fuga. I due hanno vagato tre giorni nella selva prima di incontrare la “Brigada móvil XIV” e il comandante Mario Montoya, che da alcune ore avevano circondato la zona di San Josè del Palmar.
Il Ministro Santos non ha escluso una ricompensa economica per Isaza.
Lizcano, verso le dodici, è arrivato in elicottero nella base militare Marco Fidel Suárez, dove in una conferenza stampa ha raccontato i fatti, prima di salire in una ambulanza che lo ha portato in una clinica di Cali dove ha finalmente parlato per telefono con la moglie e i figli.
L’esperienza della fuga nella selva durata tre giorni lo ha molto provato: “Sono caduto molte volte, ma se non fossi scappato mi avrebbero fucilato”, ha sussurrato con voce bassa scusandosi per il suo modo confuso di parlare.
Ciò deriva dalla disabitudine a comunicare con gli altri. I suoi vestiti, strappati e coperti di fango, testimoniavano la durezza delle ultime ore, precedenti alla sua liberazione.
Lizcano ha poi espresso il suo dispiacere per aver perso le venti poesie che aveva scritto durante la prigionia. Il suo stato di salute è critico, riesce appena a camminare e ha bisogno di un trattamento psicologico.
Luis Eladio Perez, ex sequestrato liberato all’inizio dell’anno, spera si dia tutto l’appoggio psicologico necessario a Lizcano, perché nessuno può immaginare cosa significhi passare dalla prigionia alla libertà da un giorno all’altro.
Il presidente francese Sarkosy ha annunciato la disponibilità della Francia ad accogliere il guerrigliero disertore Isaza. Le famiglie degli altri sequestrati hanno espresso sia la gioia per la liberazione di Lizcano, sia il timore per la sorte dei loro cari ancora nelle mani dei guerriglieri, e hanno insistito nel non volere una soluzione militare al conflitto.
Gloria Polanco, liberata dalla guerriglia pochi mesi fa, come gesto di buona volontà verso l’azione mediatrice del presidente venezuelano Hugo Chavez, ha detto di aver fatto i salti di gioia nel ricevere la notizia. Il ministro della Difesa colombiana, Juan Manuel Santos, ha dichiarato di non poter escludere la soluzione dell’intervento armato nella selva. Lo stesso Lizcano, nel suo ultimo messaggio da sequestrato, aveva ammonito il governo di Uribe di non giocare la carta militare per ottenere una vittoria politica. Chiedeva una via d’uscita dialogata e umanitaria. Oscar Lizcano era il politico da più tempo nelle mani della guerriglia, e dopo la liberazione sono due quelli rimasti nella selva. Per ottenerne la liberazione le Farc hanno chiesto il rilascio di tutti i loro combattenti attualmente rinchiusi nelle carceri.
Dall’Austria, Ingrid Betacourt ha inviato un messaggio di vicinanza alla famiglia, gioia e gratitudine verso l’esercito. Alle Farc ha chiesto che facciano nuovi gesti distensivi perché c’è necessità di un dialogo e della libertà di tutti i prigionieri, che ha definito suoi fratelli. A Vienna la Betancourt ha ricevuto il Premio Donna dell’Anno 2008, dopo che tre giorni fa le era stato consegnato il Premio Principe de Asturias alla concordia. Ha confessato, in una conferenza stampa, che si ritirerà dalla scena pubblica nel 2009 perché ha bisogno di almeno sei mesi di solitudine e di riflessione. Ha anticipato l’intenzione di voler costituire una fondazione di respiro mondiale con lo scopo di trattare temi per lei importanti come l’accordo e la comprensione nel mondo.